Il comunismo nel mondo
Presupposto fondamentale e carattere distintivo del pensiero comunista è certamente la comunanza dei mezzi di produzione. Altri concetti tipici sono l’ugualianza e la condivisione. Prototipi di filosofia comunista quali la comunione dei beni si possono già rintracciare nel cristianesimo delle origini, nelle parole di Sant’Ambrogio e nell’organizzazione interna di alcuni ordini monastici. Tuttavia è con il pensiero di Marx ed Engels che si suole indicare l’anima del pensiero comunista moderno.
Dal Manifesto del Partito Comunista all’URSS
Con il lavoro congiunto di Marx ed Engels, che dà vita al Manifesto del Partito Comunista, si passa da un comunismo utopico e generalmente “pacifista”, ad un approccio rivoluzionario. La situazione economica e sociale del momento vede schiere di operai sfruttati e sottopagati, che per pochi spiccioli contribuiscono alla crescita esponenziale degli utili delle grandi imprese. Secondo Marx ed Engels è necessario un atto rivoluzionario, violento e drastico perché il proletario possa finalmente riappropriarsi del proprio lavoro, attraverso la comunione dei mezzi di produzione e l’abolizione della proprietà privata.
Dalla creazione del Manifesto le idee di Marx conoscono una diffusione enorme e un costante sviluppo, che porta tuttavia a direzioni anche molto diverse tra loro. La rivoluzione auspicata dal socialismo marxista non avviene tuttavia, come profetizzato da Marx, in un paese altamente industrializzato e fortemente capitalistico, ma in Russia. E’ Lenin, infatti, che nel 1917 mette in atto la grande rivoluzione proletaria. La Russia diventa il primo e più grande paese comunista, e presto amplia la sua influenza su tutta l’area circostante, arrivando a fondare l’URSS nel 1922. La rivisitazione di Lenin del pensiero marxista si fa presto vicina a un approccio totalitario e alla sua successione, il nuovo leader Stalin ne accentua ancora di più il carattere dittatoriale. Nonostante questo in Europa e nel mondo nascono e fioriscono numerosi partiti comunisti, che talvolta riescono a salire al potere. Cuba e Cina sono tra i paesi in cui la rivoluzione porta i suoi frutti più duraturi.
Cosa succede dopo la caduta dell’URSS
Nel 1989 cade il muro di Berlino, simbolo della scissione comunista dal mondo capitalistico. L’avventura russa termina, e con essa molta dell’ispirazione che nei paesi capitalistici ha saputo dare. Nonostante questo alcuni paesi comunisti resistono, e tra tutti spicca la Cina. Dopo una incredibile crescita economica finisce sotto i riflettori del palcoscenico internazionale, e acquista sempre più peso. Il capitalismo, certo per molto tempo di aver vinto la sua battaglia e convinto di possedere il modello economico più efficiente, si trova a dover fare i conti con un paese che seppur comunista sa competere sui mercati internazionali.
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