La politica in Italia: l’ultimo ventennio tra centro sinistra e destra
Con il crollo del comunismo nell’89 e con l’inchiesta “Mani Pulite” del ’92-’93, l’Italia si avvia alla fine di un’era politica e all’inizio di una nuova fase, in cui compaiono nuovi partiti e viene introdotto un nuovo sistema elettorale. Il nuovo sistema si fonda sulle coalizioni, quelle di centrodestra e centrosinistra.
Il primo governo Berlusconi
28 marzo 1995: Silvio Berlusconi vince le elezioni. In pochi mesi l’imprenditore italiano riesce a costituire un partito nuovo di zecca, unendosi in coalizione con Alleanza Nazionale, di Gianfranco Fini, e Lega Nord, capitanata da Umberto Bossi. Per la prima volta nella storia un magnate della TV diventa capo del governo in una democrazia occidentale. Il clima politico è tuttavia instabile, e la mancata fiducia della Lega Nord fa cadere il governo. Nel gennaio del ’96 subentra il governo di transizione guidato da Lamberto Dini, che cede il posto, nel ’97, all’Ulivo e alla coalizione guidata da Romano Prodi. Inizia una stagione di rinnovata lotta alla mafia, che porta all’arresto, nel 1996, degli esecutori dell’attentato a Falcone. Con Prodi la lira rientra nello Sme, fatto che porterà all’introduzione dell’euro nel 2001. Nel 1998, il governo cade a causa della sfiducia di Fausto Bertinotti, presidente del partito di coalizione Rifondazione Comunista. Seguiranno due governi, nel 1998 e nel 1999, guidati da D’Alema e uno presieduto da Amato nel 2001. Lo stesso anno si svolgono le elezioni che decretano la vittoria, per la seconda volta, del governo Berlusconi.
Il secondo e il terzo governo Berlusconi
Il governo che guida il paese dal 2001 al 2005 è fonte di molte polemiche, soprattutto generate dagli interventi proposti nei confronti della giustizia e della magistratura, interpretati come tentativo di manipolazione del sistema giudiziario italiano a favore dei numerosi processi in corso a carico dell’allora presidente del consiglio: Silvio Berlusconi. Nel 2001 l’Italia partecipa alla missione militare in Afghanistan. Il 18 aprile 2002 Silvio Berlusconi accusa Santoro, Luttazzi e Biagi, tre personaggi televisivi italiani di spicco, di utilizzare il mezzo televisivo in maniera “criminosa”. A pochi mesi di distanza i tre volti della tv spariranno dagli schermi. Una nuova polemica si aggiunge alle precedenti e vede il presidente del consiglio accusato di censura. Iniziano le prime manifestazioni antiberlusconiane. Nel 2004 le elezioni europee e amministrative premiano il centrosinistra, rendendo evidente il malcontento generato dal governo in carica. Nel 2006 le elezioni parlamentari designano Prodi come capo del governo. La coalizione di centrosinistra resiste per due anni, poi si ritorna alle urne. Nel 2008 è di nuovo Berlusconi a vincere le elezioni, con il PDL, restando al governo fino ad oggi.
Immagine: Alessio Orrù – Fotolia