Prima e dopo Stalin: cosa è cambiato

Prima e dopo Stalin.Alla fine della Prima guerra mondiale la Russia era isolata. I Paesi alleati dell’Intesa si erano schierati con i controrivoluzionari che avevano scatenato una violenta guerra civile. L’Armata Rossa guidata da Trotzkij aveva vinto, ma incombevano nuovi nemici: arretratezza economica, povertà e disorganizzazione. La Rivoluzione era fatta, bisognava costruire il socialismo.

La Russia prima di Stalin

Nel marzo 1922, nel corso dell’XI Congresso del Partito Comunista sovietico, Lenin tenne un discorso alquanto stupefacente che segnava una svolta della storia dell’Unione Sovietica. Si apriva la fase della Nep, la Nuova Politica Economica, che doveva risanare il disastro provocato dalla rivoluzione bolscevica del 1921 e dal conseguente controllo panottico dello Stato sulle attività industriali e agricole. Furono chiamati tecnici esperti occidentali a insegnare, i cittadini non furono più obbligati a consegnare tutto allo Stato; il profitto tornò a essere una gratificazione per chi dirigeva con abilità la propria impresa.

Lo Stalinismo e la sua negazione

Alla morte di Lenin il suo successore, Iosif Stalin, diede un nuovo indirizzo alla linea di governo. Salito al potere nel dicembre 1927, pubblicò un articolo di giornale dal titolo “Al diavolo la Nep”. Il suo duro piano di sviluppo economico prevedeva un grande sforzo per l’industrializzazione del Paese in tempi brevi: fu curata soprattutto l’industria pesante; il tenore di vita della popolazione restò basso; venne abolita la proprietà privata e nacquero cooperative di contadini che percepivano un salario fisso, ma non era padroni del loro raccolto. In un decennio l’Unione Sovietica divenne un colosso dell’economia mondiale. Stalin fu al potere fino al 1953, anno della sua morte. Lo Stalinismo significò anche repressione durissima degli oppositori e violazione dei diritti umani. Il rapporto Kruscev scosse gli animi all’interno del Partito Comunista. Così, quando nel novembre 1956 Polonia e Ungheria insorsero contro il regime stalinista, i partiti comunisti europei presero le distanze dall’ideologia del dittatore sovietico. Venne abbandonato il marxismo di matrice sovietica in favore di un modello statale democratico di stampo parlamentare. In Italia Togliatti prima e Berlinguer poi, furono protagonisti della trasformazione politica del Partito Comunista, criticando fortemente la politica di potenza dell’Urss.

Immagine: kushniras – Fotolia

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