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	<title>Pueblo Unido</title>
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	<description>Storia e informazioni sul movimento politico di sinistra</description>
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		<title>La politica in Italia: l’ultimo ventennio tra centro sinistra e destra</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Aug 2011 17:05:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con il crollo del comunismo nell’89 e con l’inchiesta “Mani Pulite” del ’92-’93, l’Italia si avvia alla fine di un’era politica e all’inizio di una nuova fase, in cui compaiono nuovi partiti e viene introdotto un nuovo sistema elettorale. Il nuovo sistema si fonda sulle coalizioni, quelle di centrodestra e centrosinistra. Il primo governo Berlusconi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.pueblounido.it/wp-content/uploads/2011/10/Kommune_Italien.jpg" alt="La politica in Italia" title="palazzo comunale" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-35" /><strong>Con il crollo del comunismo nell’89 e con l’inchiesta “Mani Pulite” del ’92-’93, l’Italia si avvia alla fine di un’era politica e all’inizio di una nuova fase, in cui compaiono nuovi partiti e viene introdotto un nuovo sistema elettorale. Il nuovo sistema si fonda sulle coalizioni, quelle di centrodestra e centrosinistra.</strong></p>
<p><span id="more-34"></span></p>
<h2>Il primo governo Berlusconi</h2>
<p>28 marzo 1995: Silvio Berlusconi vince le elezioni. In pochi mesi l’imprenditore italiano riesce a costituire un partito nuovo di zecca, unendosi in coalizione con Alleanza Nazionale, di Gianfranco Fini, e Lega Nord, capitanata da Umberto Bossi. Per la prima volta nella storia un magnate della TV diventa capo del governo in una democrazia occidentale. Il clima politico è tuttavia instabile, e la mancata fiducia della Lega Nord fa cadere il governo. Nel gennaio del ’96 subentra il governo di transizione guidato da Lamberto Dini, che cede il posto, nel ’97, all’Ulivo e alla coalizione guidata da Romano Prodi. Inizia una stagione di rinnovata lotta alla mafia, che porta all’arresto, nel 1996, degli esecutori dell’attentato a Falcone. Con Prodi la lira rientra nello Sme, fatto che porterà all’introduzione dell’euro nel 2001. Nel 1998, il governo cade a causa della sfiducia di Fausto Bertinotti, presidente del partito di coalizione Rifondazione Comunista. Seguiranno due governi, nel 1998 e nel 1999, guidati da D’Alema e uno presieduto da Amato nel 2001. Lo stesso anno si svolgono le elezioni che decretano la vittoria, per la seconda volta, del governo Berlusconi.</p>
<h2>Il secondo e il terzo governo Berlusconi</h2>
<p>Il governo che guida il paese dal 2001 al 2005 è fonte di molte polemiche, soprattutto generate dagli interventi proposti nei confronti della giustizia e della magistratura, interpretati come tentativo di manipolazione del sistema giudiziario italiano a favore dei numerosi processi in corso a carico dell’allora presidente del consiglio: Silvio Berlusconi. Nel 2001 l’Italia partecipa alla missione militare in Afghanistan. Il 18 aprile 2002 Silvio Berlusconi accusa Santoro, Luttazzi e Biagi, tre personaggi televisivi italiani di spicco, di utilizzare il mezzo televisivo in maniera “criminosa”. A pochi mesi di distanza i tre volti della tv spariranno dagli schermi. Una nuova polemica si aggiunge alle precedenti e vede il presidente del consiglio accusato di censura. Iniziano le prime manifestazioni antiberlusconiane. Nel 2004 le elezioni europee e amministrative premiano il centrosinistra, rendendo evidente il malcontento generato dal governo in carica. Nel 2006 le elezioni parlamentari designano Prodi come capo del governo. La coalizione di centrosinistra resiste per due anni, poi si ritorna alle urne. Nel 2008 è di nuovo Berlusconi a vincere le elezioni, con il PDL, restando al governo fino ad oggi.</p>
<p>Immagine: Alessio Orrù &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il comunismo nel mondo</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 12:45:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Presupposto fondamentale e carattere distintivo del pensiero comunista è certamente la comunanza dei mezzi di produzione. Altri concetti tipici sono l’ugualianza e la condivisione. Prototipi di filosofia comunista quali la comunione dei beni si possono già rintracciare nel cristianesimo delle origini, nelle parole di Sant’Ambrogio e nell’organizzazione interna di alcuni ordini monastici. Tuttavia è con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-32" title="comunismo" src="http://www.pueblounido.it/wp-content/uploads/2011/10/kommunist.jpg" alt="comunismo nel mondo" width="190" height="300" /><strong>Presupposto fondamentale e carattere distintivo del pensiero comunista è certamente la comunanza dei mezzi di produzione. Altri concetti tipici sono l’ugualianza e la condivisione. Prototipi di filosofia comunista quali la comunione dei beni si possono già rintracciare nel cristianesimo delle origini, nelle parole di Sant’Ambrogio e nell’organizzazione interna di alcuni ordini monastici. Tuttavia è con il pensiero di Marx ed Engels che si suole indicare l’anima del pensiero comunista moderno.</strong><br />
<br/><span id="more-31"></span></p>
<h2>Dal Manifesto del Partito Comunista all’URSS</h2>
<p>Con il lavoro congiunto di Marx ed Engels, che dà vita al Manifesto del Partito Comunista, si passa da un comunismo utopico e generalmente “pacifista”, ad un approccio rivoluzionario. La situazione economica e sociale del momento vede schiere di operai sfruttati e sottopagati, che per pochi spiccioli contribuiscono alla crescita esponenziale degli utili delle grandi imprese. Secondo Marx ed Engels è necessario un atto rivoluzionario, violento e drastico perché il proletario possa finalmente riappropriarsi del proprio lavoro, attraverso la comunione dei mezzi di produzione e l’abolizione della proprietà privata.<br />
Dalla creazione del Manifesto le idee di Marx conoscono una diffusione enorme e un costante sviluppo, che porta tuttavia a direzioni anche molto diverse tra loro. La rivoluzione auspicata dal socialismo marxista non avviene tuttavia, come profetizzato da Marx, in un paese altamente industrializzato e fortemente capitalistico, ma in Russia. E’ Lenin, infatti, che nel 1917 mette in atto la grande rivoluzione proletaria. La Russia diventa il primo e più grande paese comunista, e presto amplia la sua influenza su tutta l’area circostante, arrivando a fondare l’URSS nel 1922. La rivisitazione di Lenin del pensiero marxista si fa presto vicina a un approccio totalitario e alla sua successione, il nuovo leader Stalin ne accentua ancora di più il carattere dittatoriale. Nonostante questo in Europa e nel mondo nascono e fioriscono numerosi partiti comunisti, che talvolta riescono a salire al potere. Cuba e Cina sono tra i paesi in cui la rivoluzione porta i suoi frutti più duraturi.</p>
<h2>Cosa succede dopo la caduta dell’URSS</h2>
<p>Nel 1989 cade il muro di Berlino, simbolo della scissione comunista dal mondo capitalistico. L’avventura russa termina, e con essa molta dell’ispirazione che nei paesi capitalistici ha saputo dare. Nonostante questo alcuni paesi comunisti resistono, e tra tutti spicca la Cina. Dopo una incredibile crescita economica finisce sotto i riflettori del palcoscenico internazionale, e acquista sempre più peso. Il capitalismo, certo per molto tempo di aver vinto la sua battaglia e convinto di possedere il modello economico più efficiente, si trova a dover fare i conti con un paese che seppur comunista sa competere sui mercati internazionali.</p>
<p>Immagine: lamio &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I migliori interventi statali degli ultimi 50 anni in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 12:28:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fare una classifica dei migliori interventi statali di un paese è un compito difficile se non impossibile, impensabile in un articolo di poche centinaia di parole. L’unica direzione percorribile è quella di scegliere alcuni ambiti di intervento e cercare, al loro interno, di individuare alcune tra le iniziative migliori. Resta comunque da tenere presente l’inevitabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.pueblounido.it/wp-content/uploads/2011/10/Tabletten3.jpg" alt="I migliori interventi statali degli ultimi 50 anni in Italia." title="Medicine" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-29" /><strong>Fare una classifica dei migliori interventi statali di un paese è un compito difficile se non impossibile, impensabile in un articolo di poche centinaia di parole. L’unica direzione percorribile è quella di scegliere alcuni ambiti di intervento e cercare, al loro interno, di individuare alcune tra le iniziative migliori. Resta comunque da tenere presente l’inevitabile parzialità di una classifica del genere. In questo articolo si è scelto di affrontare due specifici campi, quello dell’economia internazionale e quello della sanità, e circoscrivere quindi il discorso a questi.</strong></p>
<p><span id="more-28"></span></p>
<h2>L’Italia entra a fare parte della comunità dell’euro</h2>
<p>Uno degli interventi sicuramente più significativi e importanti che l’Italia ha compiuto negli ultimi anni è stato quello di partecipare, fin dai primi momenti, alla Comunità Europea. Un’Europa unita possiede potenzialità considerevoli: l’adozione di una moneta unica, l’eliminazione di tasse di importazione e esportazione tra i membri della Comunità, le modalità di scambio e condivisione più semplici e dirette, possono rendere possibile un arricchimento reciproco dei paesi aderenti, sia dal punto di vista economico che da quello culturale e sociale. L’esistenza di un organo che in qualche misura coordini i membri e li indirizzi verso obiettivi comuni, può potenzialmente rendere più efficaci le azioni di ogni singolo paese. Che queste potenzialità, insite in una organizzazione come quella della Comunità Europea, siano state sfruttate o meno a livello pratico, che il bilancio dei costi e dei benefici sia o meno in attivo, che la stabilità e la longevità di una tale impostazione siano considerate come garantite o a rischio, sono questioni da sempre fonte di accesi dibattiti e di discordanti posizioni, ma resta certa la rilevanza di questo passo non solo per l’Italia, ma per tutti i paesi membri.</p>
<h2>Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN)</h2>
<p>Nel 1978, dopo anni di lotte e proteste sindacali, con la legge n. 833 si introduce il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). E’ il complesso delle funzioni e delle attività assistenziali attuate dai sevizi sanitari e da altri organi locali, regionali o nazionali. E’ un servizio pubblico e universalistico, che garantisce assistenza sanitaria all’intera popolazione italiana e che viene finanziato sia attraverso la fiscalità generale, sia con la riscossione di pagamenti diretti, i cosiddetti “ticket”. L’SSN rappresenta la garanzia al diritto alla salute dell’uomo, affermando la libertà e la dignità umana.</p>
<p>Illustrazione: Robert Kneschke &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Carl Marx: dalla teoria alla pratica</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 15:24:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Karl Marx, filosofo, economista e giornalista del XIX secolo, è padre fondatore del socialismo moderno, nonché del pensiero politico che da lui trae il nome: il marxismo. Opere come il Manifesto del Partito Comunista e il Capitale hanno inciso profondamente sulla storia e sulle persone, e numerose sono le applicazioni e le rivisitazioni che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.pueblounido.it/wp-content/uploads/2011/10/berlin-denkmal-marx-engels.jpg" alt="Carl Marx" title="Marx e Engels" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-26" /><strong>Karl Marx, filosofo, economista e giornalista del XIX secolo, è padre fondatore del socialismo moderno, nonché del pensiero politico che da lui trae il nome: il marxismo. Opere come il Manifesto del Partito Comunista e il Capitale hanno inciso profondamente sulla storia e sulle persone, e numerose sono le applicazioni e le rivisitazioni che il suo pensiero ha avuto nel mondo intero.</strong></p>
<p><span id="more-24"></span></p>
<h2>La teoria marxista</h2>
<p>La filosofia di Marx prende il via da un’analisi approfondita e completa della società. Il marxismo è frutto di considerazioni sociali, economiche, politiche e antropologiche. Traendo ispirazione da numerosi studiosi, primo fra tutti Hegel, Marx giunge a una soluzione pragmatica che presto si distanzia dal pensiero classico comunista, e che considera come indispensabile, affinché si possa giungere a uno stato di uguaglianza, giustizia e libertà, un’azione decisa di rivolta da parte del proletario. Secondo Marx infatti la civiltà del tempo, liberale e capitalistica, pur proponendosi come neutrale e universale, è dominata dall’egoismo e dall’imparzialità, guidata dalla classe sociale dominante, la borghesia, e votata alla soddisfazione di quest’ultima. Marx sogna una società in cui il principio di comunità possa essere rafforzato e dove la democrazia sia effettiva e diretta, sostanziale e totale, per cui ogni cittadino possa partecipare alla vita pubblica. Se nella società moderna l’uomo, proletario, è alienato, reso schiavo dalla fallace immagine del mondo borghese, il modo per riacquistare la libertà è quello di lottare per un mondo comunista, dove l’essere umano si riappropri del suo lavoro, e quindi dei mezzi di produzione. Il primo passo che il proletario deve compiere per giungere alla propria liberazione e quello di prendere coscienza di sé. Solo considerandosi come unitaria e coesa, dotata di obiettivi comuni e idee condivise, la classe operaia può riuscire a capovolgere i rapporti di classe.</p>
<h2>Applicazioni pratiche del pensiero marxista</h2>
<p>Il pensiero marxista, con il tempo, viene ripreso e sviluppato da numerosi pensatori, dando origine a molteplici filoni e prendendo differenti direzioni. Pur partendo dal pensiero marxista i più riusciti esperimenti comunisti hanno più o meno profondamente modificato nella pratica, i precetti socialisti di Marx. Il leninismo russo, pur abbracciando la filosofia marxista, ha presto presentato forti elementi totalizzanti e accentrativi, ulteriormente accentuati durante il periodo di guida di Stalin, successore di Lenin. In Cina il movimento maoista, ispirandosi alla filosofia marxista-leninista, ha finito per condividere con la Russia, seppur con profonde differenze, questi difetti. Il tentativo cubano, seppur ispirato agli insegnamenti di Marx, si è evoluto in direzioni quali la lotta all’imperialismo (in particolare a quello statunitense). In nessun caso, nella pratica, il pensiero marxista è stato applicato in maniera completa e fedele.</p>
<p>Immagine: York &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Prima e dopo Stalin: cosa è cambiato</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 14:24:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla fine della Prima guerra mondiale la Russia era isolata. I Paesi alleati dell’Intesa si erano schierati con i controrivoluzionari che avevano scatenato una violenta guerra civile. L’Armata Rossa guidata da Trotzkij aveva vinto, ma incombevano nuovi nemici: arretratezza economica, povertà e disorganizzazione. La Rivoluzione era fatta, bisognava costruire il socialismo. La Russia prima di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.pueblounido.it/wp-content/uploads/2011/10/stalin-200x300.jpg" alt="Prima e dopo Stalin." title="Stalin monumento" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-18" /><strong>Alla fine della Prima guerra mondiale la Russia era isolata. I Paesi alleati dell’Intesa si erano schierati con i controrivoluzionari che avevano scatenato una violenta guerra civile. L’Armata Rossa guidata da Trotzkij aveva vinto, ma incombevano nuovi nemici: arretratezza economica, povertà e disorganizzazione. La Rivoluzione era fatta, bisognava costruire il socialismo.</strong><span id="more-17"></span></p>
<h2>La Russia prima di Stalin</h2>
<p>Nel marzo 1922, nel corso dell’XI Congresso del Partito Comunista sovietico, Lenin tenne un discorso alquanto stupefacente che segnava una svolta della storia dell’Unione Sovietica. Si apriva la fase della Nep, la Nuova Politica Economica, che doveva risanare il disastro provocato dalla rivoluzione bolscevica del 1921 e dal conseguente controllo panottico dello Stato sulle attività industriali e agricole. Furono chiamati tecnici esperti occidentali a insegnare, i cittadini non furono più obbligati a consegnare tutto allo Stato; il profitto tornò a essere una gratificazione per chi dirigeva con abilità la propria impresa. </p>
<h2>Lo Stalinismo e la sua negazione</h2>
<p>Alla morte di Lenin il suo successore, Iosif Stalin, diede un nuovo indirizzo alla linea di governo. Salito al potere nel dicembre 1927, pubblicò un articolo di giornale dal titolo “Al diavolo la Nep”. Il suo duro piano di sviluppo economico prevedeva un grande sforzo per l’industrializzazione del Paese in tempi brevi: fu curata soprattutto l’industria pesante; il tenore di vita della popolazione restò basso; venne abolita la proprietà privata e nacquero cooperative di contadini che percepivano un salario fisso, ma non era padroni del loro raccolto. In un decennio l’Unione Sovietica divenne un colosso dell’economia mondiale. Stalin fu al potere fino al 1953, anno della sua morte. Lo Stalinismo significò anche repressione durissima degli oppositori e violazione dei diritti umani. Il rapporto Kruscev scosse gli animi all’interno del Partito Comunista. Così, quando nel novembre 1956 Polonia e Ungheria insorsero contro il regime stalinista, i partiti comunisti europei presero le distanze dall’ideologia del dittatore sovietico. Venne abbandonato il marxismo di matrice sovietica in favore di un modello statale democratico di stampo parlamentare. In Italia Togliatti prima e Berlinguer poi, furono protagonisti della trasformazione politica del Partito Comunista, criticando fortemente la politica di potenza dell’Urss.</p>
<p>Immagine: kushniras &#8211; Fotolia</p>
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		<title>I principali esponenti di sinistra in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 13:58:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Sinistra italiana ha vissuto nel corso del Novecento un processo di trasformazione continua e di bilanciamento tra posizioni fondamentaliste e progressiste che ha portato più volte a scissioni interne ai partiti e alla costituzione di nuove formazioni politiche. Al di là delle divisioni, è tuttavia possibile individuare delle figure particolarmente rappresentative di questa area [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.pueblounido.it/wp-content/uploads/2011/10/politiker-2-213x300.jpg" alt="la sinistra in Italia" title="Politico" width="213" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-14" /><strong>La Sinistra italiana ha vissuto nel corso del Novecento un processo di trasformazione continua e di bilanciamento tra posizioni fondamentaliste e progressiste che ha portato più volte a scissioni interne ai partiti e alla costituzione di nuove formazioni politiche. Al di là delle divisioni, è tuttavia possibile individuare delle figure particolarmente rappresentative di questa area politica.</strong><br />
<br/><br/><span id="more-12"></span></p>
<p><br/></p>
<h2>Da Gramsci a Togliatti: il Pci a cavallo della Seconda guerra mondiale</h2>
<p>La storia del Partito Comunista Italiano (Pci) è legata sicuramente a quella del suo fondatore, Antonio Gramsci. Questi, assieme ad Amedeo Bordiga, diede vita al partito nel 1921 in seguito alla scissione di alcune correnti di sinistra del Partito Socialista italiano (Psi). Gramsci era reduce dall’esperienza dei consigli di fabbrica torinesi e i due impostarono la linea politica del partito sull’idea sovietica di realizzare anche in Italia un sistema socialista. Comprendendo di essere su una posizione minoritaria, nel 1926 Gramsci firmò con Palmiro Togliatti le “Tesi di Lione” in cui si ponevano le basi per la costituzione di un partito di massa. La dittatura fascista significò il carcere per Gramsci che morì nel 1937 proprio in cella, mentre Togliatti si rifugiò all’estero da dove continuò clandestinamente la sua attività politica. Il rientro in Italia avvenne nel 1944 e portò a una seconda trasformazione dell’indirizzo politico: si abbandonava l’idea della rivoluzione socialista per conquistare un ruolo primario come partito di opposizione, risolvere il problema della disoccupazione, incentivare la ripresa economica e realizzare la giustizia sociale partendo, ad esempio, dalla lotta all’evasione fiscale. Quando nel 1964 morì, Togliatti lasciò il vuoto tipico delle figure carismatiche. </p>
<h2>La svolta degli anni ’70</h2>
<p>Gli anni Settanta coincisero con la stagione dello stragismo che porto il Pci a cercare il dialogo con la Democrazia Cristiana. A sostenere la necessità del “compromesso storico” fu il segretario Enrico Berlinguer, eletto nel 1972. Egli rifletté a lungo sull’etica della politica: condannò pubblicamente la politica di Mosca e le violazioni dei diritti umani in Urss, proclamò l’autonomia dei partiti comunisti occidentali e sostenne un modello di Stato democratico e in cui sono garantite tutte le libertà personali. Berlinguer morì nel 1984.</p>
<p>Foto: picsfive &#8211; Fotolia</p>
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